POTENZA - Un metro e 82 per 90 chili. La Meco ha le spalle coperte e non è un caso che il team rossoblù abbia la quarta miglior difesa del girone B di A2 con soli 19 gol subìti. Cavicchio è un muro “elastico”. Imponente quanto capace di fare “spaccate” da ballerina, in ogni caso il portiere del sodalizio potentino è una sicurezza e in queste prime sei giornate è stato uno dei grandi protagonisti della matricola “irriverente” di questo campionato. Massima concentrazione, parate decisive e sempre il primo a dare la carica: quando compie un miracolo esulta come un attaccante: “Il portiere è un mestiere difficile. Se sbagli paga tutta la squadra. Quando segna Noro tutti lo abbracciano, è normale. Ma a volte una parata vale quanto un gol e io urlo sempre la mia gioia” – dice candidamente il numero uno paulista che a Potenza sta dimostrando tutto il suo valore.
La Meco non è più una sorpresa ma si sta guadagnando i galloni di splendida certezza. A Modugno è mancato “tanto così” per ottenere un nuovo colpaccio esterno…
“Siamo dispiaciuti per quel gol a 35” dalla sirena. Ma la squadra è andata bene. Siamo partiti male, con un errore che ci è costato l’1-0 ma dopo il gol di Guga (De Araujo, nda) abbiamo giocato una grande partita. Meritavamo di più ma non abbiamo rimpianti, abbiamo dato tutto”.
E in un paio di occasioni sei stato decisivo con due parate su Garcia e Tomadon…
“Si, dopo quelle parate pensavo: è fatta. Mancavano 2-3 minuti e ho detto non possiamo sbagliare, poi però si è creato un buco a sinistra e Garcia ci ha puniti. Eravamo stanchi, giocare in sette non è facile”.
Dopo questa prima parte di calendario difficilissima adesso c’è l’Orange Passione fermo a zero punti. Una partita facile per la Meco?
“No no. Non è mai facile. E finora a Potenza non abbiamo mai vinto. Loro tenteranno di bloccare gli spazi, non sarà facile fare gol. Ma vogliamo vincere, per noi e per i tifosi”.
Dopo un inizio complicato ora il roster rossoblù sembra essere più in palla. Che ne pensi?
“In pochi mesi abbiamo avuto tanti mister e non avevamo un’identità perchè ognuno aveva un metodo diverso. Ora c’è Bosco, lui è un bravo allenatore. Ci fa fare un lavoro pesante durante la settimana e finalmente ora giochiamo anche meglio”.
Dove può arrivare questa Meco?
“Io penso lontano. Ci sono due squadre troppo forti (Cogianco e Cannottieri Lazio, nda), dietro di loro 5-6 club di pari livello. Tra quelli ci siamo noi. Dobbiamo fare un passo alla volta. Prima conquistare la Final Eight, poi magari pensare ai play-off”.
Sei a Potenza da circa un anno, come ti trovi? Hai avuto difficoltà di ambientamento?
“Mi trovo benissimo. La città è bella, la gente ci vuole bene. Non ho avuto problemi anche se qui è tutto diverso rispetto al Brasile. Fa più freddo. Ma io ero già amico di Cabezaolias, mi ha aiutato tanto e pure i presidenti Colucci e Mecca. Ora c’è anche mia moglie, sto davvero bene”.
E i tifosi?
“Il palazzetto è troppo bello quando è pieno. Con l’Acireale sono stati fantastici. Eravamo in difficoltà e ci hanno dato una grossa mano. Col loro aiuto possiamo andare lontano”.
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